Locate, un grande outlet
nella campagna.
Un nuovo sfregio per il Parco Sud
Su una superficie di 100mila mq sorgerà un outlet. Nel vecchio piano regolatore, quest’area era assegnata all’industria. E, fino a qualche anno fa, infatti, vi era l’azienda dolciaria Siva-Saiwa, trasferitasi in Liguria. Ora, l’ampia area è solo un ammasso di macerie dell’ex fabbrica. E presto, ospiterà un grande outlet della moda.
L’associazione Parco Sud aveva chiesto che qui tornasse l’agricoltura. Ma…
Locate, un grande outlet
nella campagna.
Un nuovo sfregio per il Parco Sud
Su una superficie di 100mila mq sorgerà un outlet.
Nel vecchio piano regolatore, quest’area era assegnata all’industria. E, fino a qualche anno fa, infatti, vi era l’azienda dolciaria Siva-Saiwa, trasferitasi in Liguria. Ora, l’ampia area è solo un ammasso di macerie dell’ex fabbrica. E presto, ospiterà un grande outlet della moda.
L’associazione Parco Sud aveva chiesto che qui tornasse l’agricoltura. Ma…
“Premettendo che la proprietà privata in Italia è tutelata dalla legge, quando abbiamo chiesto l’abbattimento degli stabilimenti abbandonati che abbruttivano una vasta area del territorio di Locate, era giunto il momento di recuperare la zona –ha dichiarato il sindaco Severino Carlo Preli nel corso di un incontro organizzato dall’associazione Locate Viva nel 2011-. Fra le varie proposte, quella meno impattante era un grande centro per la moda. Non ci sarà nessuna colata di cemento, ma verranno ricostruite strutture sulle ceneri di quelle abbattute. In tutto sorgeranno 60mila metri quadri di zona commerciale, ma verrà realizzata anche un’area verde di 100mila metri quadri e sarà tutelato il santuario di Santa Maria ad Fontem». Per chi non lo conoscesse, è un vero gioiello del Parco Sud: sorge appena fuori dal centro abitato di Locate Triulzi e le sue origini risalgono al 14° secolo, quando venne realizzata un’edicola votiva presso una sorgente. Nel 15° secolo Gaspare Trivulzio fece erigere una cappella sulla prima, per celebrare il miracolo delle lacrime di San Girolamo che sarebbero sgorgate da un dipinto attualmente posto sull’altare della chiesa superiore. La cappella è immersa nel verde ed è inserita in un contesto ambientale di pregio. Già vent’anni fa l’Associazione Parco Sud, con i cittadini locali, si era mobilitata per impedire che di fronte sorgesse un interporto: grazie a ciò il progetto fu abbandonato.
Ora arriva questo mega outlet, in un paese di 9mila abitanti, in piena campagna, con strade inesistenti (il sindaco dice che la maggior parte di chi andrà a fare shopping arriverà con il treno, alla stazione di Locate!).
Ne abbiamo proprio bisogno? Una ricerca in Google ci dà un’idea dei centri commerciali e outlet già presenti nella Provincia. Per chi vuole annoiarsi, riportiamo l’elenco:
- – La Corte Lombarda (Bellinzago Lombardo) 140 negozi
- - Vulcano (Sesto S.Giovanni) 130
- - Carosello (Carugate) 111
- - Auchan Cinisello Balsamo 106
- - CC Milanofiori (Assago) 96
- – CC Metropoli (Novate Milanese) 80
- – CC Brianza (Paderno Dugnano) 78
- - Centro Sarca (Sesto S.Giovanni) 80
- – Auchan Rescaldina 75
- - Fiordaliso (Rozzano) 120
- - Auchan Cesano Boscone 60
- - Aquario (Vignate) 60
- - CC Bonola (Milano) 60
- - Bicocca Village (Milano) 53
- - Piazza Portello (Milano) 50
- – Il Destriero (Vittuone) 50
- - Le Cupole (S.Giuliano Milanese) 50
- - CC Giada (Arese) 40
Senza dimenticare il Girasole di Lacchiarella (a pochi km di distanza da Locate): tra le più importanti realizzazioni a livello europeo, è una vera e propria città del commercio estesa su di un’area di 650.000 mq, con oltre 250.000 mq di superficie coperta e 250 aziende espositrici. E certamente all’appello, tra outlet e centri commerciali, ne manca qualcuno.
Agricoltura e immobiliari
Perché pensare sempre e solo ad attività immobiliari (si sa bene che ormai anche i centri commerciali sono un business immobiliare) e non puntare anche sull’agricoltura? Non si fa riferimento alla sola Locate, ma a tutti i Comuni della Provincia di Milano, che hanno presentato Piani di Governo del Territorio (PGT) dalle dimensioni immani, con milioni di metri cubi di cemento, con un fortissimo consumo del suolo.
Eppure, dai dati desunti dal Piano Agricolo Triennale, Milano è la quinta provincia agricola della Lombardia, con oltre 90.000 ettari coltivati, circa 1.200 stalle con più di 100 mila bovini, una Produzione lorda vendibile (cereali, carni, uova, latte, ortaggi, fiori e piante) che vale oltre 370 milioni di euro; ma il vero plusvalore dell’agricoltura milanese sta nella capacità di combinare tradizione, tipicità, qualità e innovazione in un insieme di situazioni difficilmente rintracciabile in altre zone agricole nazionali ed europee.
Il valore della produzione agricola provinciale degli ultimi 5 anni è diminuito. Per comprenderne le ragioni riportiamo parte di un documento congiunto del 2011 di Coldiretti, Cia e Confagricoltura: “Sull’agricoltura e sul territorio agricolo si sono riversate e si riverseranno gli effetti di trasformazioni profonde a livello regionale, nazionale e internazionale con dinamiche anche contraddittorie quali:
1. il consumo di suolo e delle altre risorse naturali a causa dello sviluppo urbanistico;
2. lo sviluppo della domanda mondiale di prodotti agricoli;
3. l’impiego di prodotti e suoli agricoli per la produzione di energia.
Sul tema del consumo di suolo dobbiamo prendere atto e riconoscere che non è possibile individuare un solo responsabile. A Milano il consumo di suolo presenta un andamento che cresce più della popolazione. Il territorio agricolo è considerato comunemente come territorio libero, cioè in attesa di essere riempito, occupato, colmato”.
Accettare supinamente che tutto questo accada? Le associazioni degli agricoltori e gli ambientalisti sono sempre più uniti per la salvaguardia del territorio, patrimonio comune di noi tutti.